Itinerari Subacquei

I meravigliosi fondali del Salento

Quando si parla del Salento, si pensa alla bellezza delle sue spiagge, ma il mare salentino non smette di stupire e nasconde fondali dai bellissimi pesci e piante ricercate.

Capo D'otranto

Il lembo di territorio più orientale d’Italia, a soli 75 km dalla costa albanese,  la costa aspra e alta disseminata di torri di avvistamento. La costa sommersa è, in alcuni punti, fortemente ripida e ricca di grotte. La grotta de “lu lampiune” a punta Faci’, è una delle più belle e suggestive di tutto il Salento, ma è stata descritta e presentata “al pubblico” solo nel 1989, dagli speleosub di Nardò. La grotta è ampia ma non del tutto buia dal momento che presenta tre ingressi, di cui uno sul soffitto, direttamente in collegamento con l’esterno . Il coralligeno di parete la fa da padrone e accoglie un insieme notevole di spugne a candelabro Axinella cannabina. In superficie è interessante notare una biocenosi non frequente in Puglia: il marciapiede ad alghe calcaree. Si tratta di una formazione originata dall'accumulo dei resti scheletrici calcarei di organismi viventi (per lo più “alghe di pietra”) che formano un vero e proprio marciapiede, o cornicione, a pelo d’acqua in superficie. Otranto, leggermente più a Nord del Capo omonimo, è un porto attivo da migliaia di anni e vanta meravigliosi fondali.

Capo D'otranto

Il lembo di territorio più orientale d’Italia, a soli 75 km dalla costa albanese,  la costa aspra e alta disseminata di torri di avvistamento. La costa sommersa è, in alcuni punti, fortemente ripida e ricca di grotte. La grotta de “lu lampiune” a punta Faci’, è una delle più belle e suggestive di tutto il Salento, ma è stata descritta e presentata “al pubblico” solo nel 1989, dagli speleosub di Nardò. La grotta è ampia ma non del tutto buia dal momento che presenta tre ingressi, di cui uno sul soffitto, direttamente in collegamento con l’esterno . Il coralligeno di parete la fa da padrone e accoglie un insieme notevole di spugne a candelabro Axinella cannabina. In superficie è interessante notare una biocenosi non frequente in Puglia: il marciapiede ad alghe calcaree. Si tratta di una formazione originata dall'accumulo dei resti scheletrici calcarei di organismi viventi (per lo più “alghe di pietra”) che formano un vero e proprio marciapiede, o cornicione, a pelo d’acqua in superficie. Otranto, leggermente più a Nord del Capo omonimo, è un porto attivo da migliaia di anni e vanta meravigliosi fondali.

Baia dei Turchi

La costa alta che va da Leuca a Otranto è nota per l’impareggiabile scenario della grotta Zinzulusa che si apre sul mare. La roccia di quest’area e’ ciò che rimane di una scogliera corallina tropicale di qualche milione di anni fa. Molte colonie di madreporari fossilizzate sono tutt'oggi facilmente individuabili nella roccia. L’immersione, di 45/50 minuti, è guidata da segnalazioni poste sul fondo. Tutta l’area costiera  merita di essere visitata e nelle vicinanze, al seno di Acquaviva, a meno di 10 m di profondità  possibile rovistare tra i resti del Trevancore, piroscafo inglese di 92 m, naufragato nel 1882 dopo aver colliso con la scogliera, di notte, a causa dello stato di ebbrezza dell’equipaggio.

Baia dei Turchi

La costa alta che va da Leuca a Otranto è nota per l’impareggiabile scenario della grotta Zinzulusa che si apre sul mare. La roccia di quest’area e’ ciò che rimane di una scogliera corallina tropicale di qualche milione di anni fa. Molte colonie di madreporari fossilizzate sono tutt'oggi facilmente individuabili nella roccia. L’immersione, di 45/50 minuti, è guidata da segnalazioni poste sul fondo. Tutta l’area costiera  merita di essere visitata e nelle vicinanze, al seno di Acquaviva, a meno di 10 m di profondità  possibile rovistare tra i resti del Trevancore, piroscafo inglese di 92 m, naufragato nel 1882 dopo aver colliso con la scogliera, di notte, a causa dello stato di ebbrezza dell’equipaggio.

Porto Badisco

Si tratta di una delle numerosissime località leggendarie del Salento. La si vuole legata a Enea che qui pare abbia fatto scalo nel suo lungo viaggio di fuga da Troia. La grotta dei cervi  presenta pitture rupestri paleolitiche di enorme valore storico e artistico e i suoi fondali sono disseminati di cocci anforari di epoca romana. La roccia contiene i fossili di diversi animali marini (tra cui anche teche di ricci di mare).

Porto Badisco

Si tratta di una delle numerosissime località leggendarie del Salento. La si vuole legata a Enea che qui pare abbia fatto scalo nel suo lungo viaggio di fuga da Troia. La grotta dei cervi  presenta pitture rupestri paleolitiche di enorme valore storico e artistico e i suoi fondali sono disseminati di cocci anforari di epoca romana. La roccia contiene i fossili di diversi animali marini (tra cui anche teche di ricci di mare).

Comments are closed.