I Sapori Della Tradizione

10 Modi per… assaporare”Il nostro Salento”

La cucina salentina è una cucina povera per gli ingredienti usati, a partire dalla farina poco raffinata oppure di orzo, più economica di quella di grano; per l'uso dei prodotti della terra salentina come le  verdure coltivate e selvatiche oppure le lumache;  per l'impiego di pesce azzurro, oggi rivalutato, ma un tempo l'unico pesce che la popolazione poteva permettersi; per la scarsità dei piatti a base di carne, un tempo troppo costosa per i contadini.

Il Pasticciotto Leccese

Dolce tipico salentino, di pasta frolla friabile farcita di crema pasticcera, cotto in forno……da mangiare ancora caldo…

Il Caffè Leccese

È una variante del caffè in ghiaccio salentino e prevede l’utilizzo del latte di mandorla come dolcificante e sostituto dello zucchero; si prepara il caffè espresso e si versa in un bicchiere colmo di cubetti di ghiaccio, si aggiungono 2/3 cucchiai di latte di mandorla e si mescola il tutto con un cucchiaino.

Il Caffè Leccese

È una variante del caffè in ghiaccio salentino e prevede l’utilizzo del latte di mandorla come dolcificante e sostituto dello zucchero; si prepara il caffè espresso e si versa in un bicchiere colmo di cubetti di ghiaccio, si aggiungono 2/3 cucchiai di latte di mandorla e si mescola il tutto con un cucchiaino.

Il Rustico Lecccese

Il rustico è uno dei protagonisti della tradizione gastronomica Salentina ed è possibile acquistarlo in ogni forno, bar o rosticceria del territorio. è composto da due dischi di pasta sfoglia (il diametro del disco inferiore è di circa 10 cm, mentre quello del disco superiore è di circa 12 cm) ed è ripieno di mozzarella, besciamella, pomodoro e spesso si aggiunge del pepe; viene spennellato con uovo e cotto in forno.

Le Friselle (FRISEDDHE)

La frisella (o friseḍḍa, freseḍḍa, frisa a seconda delle diverse varianti pugliesi) è un tarallo di grano duro (oppure di orzo ) cotto al forno, tagliato a metà in senso orizzontale e fatto biscottare nuovamente nel forno così da presentare una faccia porosa e una compatta. è importante distinguere tra la frisa e il pane: la frisa infatti non è pane, ma è cotta due volte (bis-cotto).

Le Friselle (FRISEDDHE)

La frisella (o friseḍḍa, freseḍḍa, frisa a seconda delle diverse varianti pugliesi) è un tarallo di grano duro (oppure di orzo ) cotto al forno, tagliato a metà in senso orizzontale e fatto biscottare nuovamente nel forno così da presentare una faccia porosa e una compatta. è importante distinguere tra la frisa e il pane: la frisa infatti non è pane, ma è cotta due volte (bis-cotto).

Le Pittule

Le pèttole (pèttëlë in Dialetto pugliese, zeppole in Irpinia, scorpelle a San Severo, pèttuli nel Brindisino, pìttule nel Leccese, pàtt’l nel Materano, pèttule nel Potentino) sono pallottole di pasta lievitata e molto morbida e sono fritte nell’olio bollente.

Fave & Cicorie

Un piatto assolutamente da provare. Si passa una forchettata di cicorie nella purea di fave e si arrotolano come se  fossero spaghetti: il gusto amaro della cicoria si sposa perfettamente con la dolce pastosità delle fave.

Fave & Cicorie

Un piatto assolutamente da provare. Si passa una forchettata di cicorie nella purea di fave e si arrotolano come se  fossero spaghetti: il gusto amaro della cicoria si sposa perfettamente con la dolce pastosità delle fave.

Ciceri & Tria

(Pasta e ceci )È un piatto tipico della cucina salentina, ma ha origini arabo-siciliane.
Il tocco che aggiunge sapore è una piccola quantità di pasta fritta aggiunta, come ultimo ingrediente, alla pietanza.

Le Municeddhe ( Lumache)

Si tratta delle lumachine che abbondano in campagna e che si raccolgono generalmente nella stagione estiva, da luglio a settembre, quando la lumaca ha costruito intorno all’apertura una specie di tappo bianco, che in dialetto viene chiamato “panna”.
Il nome singolare che viene dato alle lumachine deriva dal loro colore. Sono gustose preparate in diversi modi, arrostite, bollite o cotte nel sugo.

Le Municeddhe ( Lumache)

Si tratta delle lumachine che abbondano nella campagna salentina e, generalmente, si raccolgono nella stagione estiva, da luglio a settembre, quando la lumaca costruisce intorno all’apertura una specie di tappo bianco (chiamato “panna” in dialetto).
Il nome singolare delle lumachine deriva dal loro colore; sono gustose e preparate in diversi modi: arrostite, bollite o cotte nel sugo.

Le Ulie

L’ulivo è l’albero più diffuso sul territorio salentino, in quanto è una pianta particolarmente adatta alle caratteristiche del terreno e alla scarsità d’acqua. L’olio d’oliva è dunque la produzione principale del Salento, insieme al vino. Attualmente l’olio extravergine d’oliva salentino ha la Denominazione di origine protetta (DOP).

Il Vitigno Del Salento

I vitigni del Salento sono il Negramaro e il Primitivo. "Negramaro" è la ripetizione della parola nero in due lingue: niger, in latino, e maru, in greco antico.

Il Vitigno Del Salento

I vitigni del Salento sono il Negramaro e il Primitivo. "Negramaro" è la ripetizione della parola nero in due lingue: niger, in latino, e maru, in greco antico.

Comments are closed.

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!